
Storia dell’erborista che fa tisane selvatiche, miele e liquori sull’Appenino del Molise
15 Aprile 2026L’origano di Campochiaro che cresce spontaneamente sulle pendici del Matese è storico e riconosciuto per il suo particolare valore gustativo. Due giovani del posto vogliono portare questa tradizione a un nuovo livello
Tra le piante aromatiche più conosciute e utilizzate nella cucina italiana c’è sicuramente l’origano, che si coltiva e si trova a livello selvatico soprattutto nelle zone del centro e del sud Italia ma che spesso si acquista da realtà che lavorano su larga scala. Tra le montagne dell’interno del Molise, in particolare nella zona del Matese, c’è una storia antica legata proprio all’origano e al nome di un paese specifico, Campochiaro, poco più di 500 abitanti in provincia di Campobasso.
Il prezioso origano del Matese
La storia dell’origano di Campochiaro è legata anche al lavoro delle donne del territorio. In particolare, a un abito rituale femminile, quello della pacchiana, che ancora oggi viene indossato durante manifestazioni rituali. Conosciuto in tutto il mondo, quello della pacchiana è un imponente e prezioso abito da matrimonio (che pesa quasi venti kili!), fatto anche di coralli, che ha una sua versione più semplice e senza gioielli che le donne potevano indossare per la vita comune e per le faccende quotidiane. Come per andare a vendere l’origano nei mercati più importanti del Molise – Campobasso e Isernia in primis – e farsi così riconoscere facilmente dai visitatori attirandone l’attenzione.

La raccolta dell’origano selvatico
La raccolta a livello spontaneo è ancora praticata a Campochiaro. Viene praticata nel periodo di fioritura durante la stagione estiva, da metà giugno alla fine di agosto. È una pianta perenne che quindi non si sradica da terra, ma se ne raccolgono solo gli ultimi venti centimetri fatti di rami, foglie e fiori, la parte più preziosa della pianta che contiene anche i semi. Il frutto della raccolta viene poi posto ad essiccazione naturale in luoghi arieggiati e non esposti al sole, viene macinato, imbustato o imbarattolato per essere venduto e consumato.
Un paese tutto dedicato all’origano
L’origano che cresce in modo spontaneo su questo versante del Matese è sempre stato considerato particolarmente qualitativo. Su terreni calcarei e minerali le piante partono dalla collina e arrivano anche ad altitudini di montagna. È Agostino Barile, originario proprio di Campochiaro e desideroso di far conoscere il volto più sincero del suo territorio d’origine, a raccontarci questa storia. Lui che raccoglieva tartufi e origano per lavoro, conosce l’origano da sempre, poiché a Campochiaro si mette praticamente come il sale, su ogni piatto. “Ma qui si usava praticamente per tutto” spiega Agostino “molte persone prima lo usavano per fare la birra, ancora oggi invece in casa ognuno si fa il suo liquore a base di origano o ha i suoi clienti a cui lo propone. Veniva utilizzato anche per fare un preparato antifungineo per la vite, quindi non solo per scopi alimentari”.

Oros Ganao, il marchio dedicato all’origano di Campochiaro
Agostino si mette in testa di lanciare una linea di origano confezionato che possa uscire e farsi conoscere anche al di fuori del Molise. Per questo contatta Italo Risi, l’erborista che ha creato Matese Officinale (ne abbiamo parlato qui), con cui è amico da tempo, e dalla loro amicizia e collaborazione professionale nasce il brand Oros Ganao, nome greco dell’origano, con il logo della pacchiana. Ci sono quattro prodotti in barattoli di latta: Assoluto di origano con solo origano, Zest d’origano con il limone, Fuoco Mediterraneo con origano e peperoncino, Bosco Aromatico, con origano, timo e rosmarino del Molise. A queste si affiancano anche delle buste da un kilo o mezzo kilo di origano destinate alle pizzerie oppure delle box con mazzetti di origano per far conoscere un po’ più a 360° la pianta anche a chi non l’ha mai vista nel suo habitat naturale. Oros Ganao è nato da poco, si possono fare ordini sulla pagina Instagram, trovarli nelle fiere o in piccole botteghe selezionate, acquistarli sullo shop online di Matese Officinale.

Prodotti e progetti intorno all’origano
Questo origano viene essiccato in ambiente controllato dentro il laboratorio di erbe di Italo, che già usava l’origano per alcune delle sue tisane, come quella per i bronchi viste le sue proprietà. L’idea è quella di creare anche altri prodotti a base di origano, per esempio quelli nati da collaborazioni per fare il gelato, la pasta secca o l’olio, oppure un liquore a base di origano, addirittura una festa dedicata all’origano proprio a Campochiaro nonché un brevetto che possa qualificare il prodotto. Quando ci sarà anche l’origano coltivato si potranno integrare le varie linee sia mischiando origano coltivato e selvatico, sia creando linee separate di origano di pianura (quello coltivato) di collina e di montagna, per evidenziarne le diverse caratteristiche di aspetto e di gusto.
Il progetto della coltivazione dell’origano molisano

Non solo. L’idea di Agostino è stata anche quella di coltivare dei campi per dare vita a un origano agricolo che però fosse sempre autoctono, di Campochiaro. La raccolta dell’origano selvatico è ovviamente sottoposta a vincoli, anche perché la zona è protetta sotto il profilo ambientale e quindi risultava insostenibile costruirci intorno una vera azienda. “All’inizio mi sono trovato di fronte semi che venivano dalla Turchia o dalla Grecia. Ho girato per sei mesi tra varie realtà per trovare chi potesse sposare questo progetto. Abbiamo trovato finalmente un vivaio forestale con cui stiamo per fare il primo impianto di talee di origano a partire da piante madri che crescono spontaneamente su alcuni miei terreni. È un progetto che va avanti da quasi due anni” spiega Agostino. Nell’iter c’è anche la nascita di un’azienda agrituristica dentro quella agricola, con la ristrutturazione di un casolare che permetterà anche l’ospitalità e la creazione di esperienze collegate proprio alla coltivazione dell’origano.
Origano selvatico contro origano da battaglia

Ma cosa ha speciale questo origano? “Quando si compra origano a livello industriale e si usa quello, in bocca diventa una sorta di erba secca fastidiosa. In qualche caso anche amara ma solitamente insapore” spiega Italo. L’origano di Campochiaro invece, se ben conservato ha una lunghissima durata (quello di Oros Ganao ha una shef life di due anni e contiene solo foglie e fiori, viene separato dai rami), e mostra un profilo aromatico molto particolareggiato: “Si tratta di origano che cresce in un ambiente naturale, lavorato completamente a mano, con spiccate note minerali, saline e pungenti che, anche in seguito all’essiccazione, rimangono molto presenti. Può mostrare anche sentori di timo o richiamare in generale i profumi della macchia mediterranea. Ha delle note amaricanti, a livello naturali, ma piacevoli. Chi lo ha usato in cucina si è accorto subito della differenza”.
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La storia dell’origano selvatico di Campochiaro e il progetto Oros Ganao
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